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Dall’ armistizio all’ annessione

La mostra si apre con la fase dell’insediamento dell’amministrazione militare nella Venezia Giulia dopo l’armistizio e prosegue con l’introduzione dell’amministrazione civile fino alla ratifica del Trattato di Rapallo che sancisce l’annessione formale dei territori occupati. L’Ufficio centrale per le Nuove Provincie, istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, subentra al Segretariato generale per gli affari civili dipendente dal Comando supremo che aveva gestito i territori occupati durante il conflitto già dal 1915 e presso il quale Francesco Salata aveva avuto modo di lavorare. Nel luglio del 1919 egli viene nominato responsabile dell’alto ufficio governativo preposto all’amministrazione delle terre redente con il compito di coordinare l’operato dei Commissariati di Trento e di Trieste. I documenti raccontano della formazione di Salata e del suo primo incarico pubblico come consigliere presso la Dieta di Parenzo, prima dell’entrata in guerra dell’Italia. Inoltre riferiscono di vicende processuali, interrogatori, provvedimenti d’internamenti e confino che accomunano il vissuto dei componenti della famiglia di Salata a quello di tanti altri cittadini di nazionalità italiana, i cosiddetti “regnicoli”.

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