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(1597-1822, con documenti in copia dal 1500)

Inventario n. 104 (elenco di consistenza)

 

Il materiale documentario, acquistato dal dott. Erio Franchi di Varese, assomma a 50 docc. mss, di cui 8 pergamene XVII-XVIII secc., dal 1597 (in copia dal 1500) al 1822, a cui si aggiungono 23 documenti a stampa dal 1805 al 1821, per un totale di 23 documenti, come dai due elenchi allegati. Esso proviene da un unico complesso documentario, giuntogli per vie familiari, già ubicato nella casa di campagna di Zemon di Sotto (Villa del Nevoso, ora Ilirska Bistrica, Slovenia), acquistata dal padre, negli anni ’20, dagli Scribani Rossi, famiglia di origine piacentina, che con la persona di Francesco q. Giuseppe, aveva visto un ramo stabilirsi a Fiume, dove fu aggregato al patriziato, nel 1827. Tale Francesco ereditò dallo zio Giuseppe de Susanni (v. il necrologio a stampa n.48) la tenuta, già feudo, di Chersano d’Istria, confluita dai Dell’Argento (ramo di Fiume e Pisino), i quali per vie matrimoniali la avevano acquistata, non diversamente dal feudo di Caschierga a metà del ‘700, dai nobili Rampelli di Pisino. Il possesso da parte di questi ultimi di ambedue i feudi, si evince chiaramente dall’Inventario dei beni di Teresa Rampelli del 1734 (n.41), rispetto a quanto già confusamente tramandato dalla pubblicista locale. I documenti (secc. XVI-XVII) riguardano prevalentemente i Dell’Argento, che fin dal XIII secolo erano una delle più importanti famiglie patrizie (le tredici “casade”) triestine, e furono redatti a Trieste, Fiume, Pisino documentando l’espansione della famiglia e dei suoi beni su un territorio più ampio, ma anche mettendo in luce – si tratta pe lo più di testamenti, patti dotali, doti monacali, inventari – i legami con altre famiglie nobili del Friuli Orientale e dell’Istria (Della Rovere e Formentini di Gorizia, Della Rovere – Oberburg, Gerlici di Fiume, Rampelli di Pisino).

Giovanni Pietro Dell’Argento (di cui viene offerto il testamento, n.5) giunse a Fiume nel 1670 e dal 1673 al 1694 fu capitano di quella città, e quivi, fatto barone, contrasse matrimonio con Susanna, figlia del barone Ferdinando Della Rovere, proveniente da un ramo originario di Salina, in Sicilia, che nel sec. XVII era stato accolto nel patriziato goriziano e che nella persona di Stefano, nominato capitano nel 1608, era giunto anche a Fiume.

Ma i legami tra queste nobili famiglie, i cui membri ebbero cariche politiche ed amministrative di rilievo, si rinnovarono ed intrecciarono ancora nel corso del tempo, come rivela la documentazione offerta, frammento significativo di un aggregato di fondi archivistici che in origine doveva essere cospicuo, che, per lo più disperso, per la parte rimasta verrebbe ora ad aggiungersi alla esigua documentazione pervenutaci soprattutto dei Dell’Argento, estinti nei primi decenni dell’800.

La parte, quasi tutta a stampa, del periodo napoleonico e postnapoleonico, si riferisce ad un nucleo di carte di Giovanni de Susanni (coniugato con Maria, baronessa Dell’Argento), che fu consigliere e commissario per i beni austriaci sotto il Governo francese, e poi, tornato il territorio dell’Austria, assessore governiale in Fiume

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