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Arresto regnicoli

L’entrata in guerra dell’Italia il 23 maggio 1915 segna il destino dei sudditi cosiddetti “malfidi” e dei civili di nazionalità italiana – i regnicoli – che risiedono all’interno dei confini austro-ungarici. Liste compilate negli anni precedenti vengono utilizzate per procedere agli arresti, le cui modalità e tempi di esecuzione variano da persona a persona: c’è chi ha a disposizione diverse ore prima della partenza e riesce così a salutare la famiglia, a sistemare gli affari, ad organizzarsi recando con sé valigie o bauli; c’è chi invece viene tradotto subito alle carceri e quindi inviato al campo di internamento, brutalmente separato dagli affetti e dalla vita di tutti i giorni.
I documenti che seguono offrono una panoramica dei momenti successivi allo scoppio delle ostilità: ricevute di lavanderia trovate nelle tasche e portate nel campo di internamento, racconti disincantati del momento del proprio arresto, testimonianze angosciate del periodo della prigionia.

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