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DANTE 700. Il mito del poeta da Trieste a Ravenna.

Ciclo di videoconferenze.

In occasione dei festeggiamenti del settecentesimo anniversario dalla morte del Sommo Poeta e nell’ambito degli eventi del Dantedì 2021, Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, istituita dal Ministero della Cultura nel 2020, il Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per il Friuli Venezia Giulia, la Società di Minerva e l’Archivio di Stato di Trieste hanno collaborato per la realizzazione di un ciclo di conferenze dedicato ai rapporti tra Trieste e Ravenna nel segno di Dante. Gli incontri sono divulgati online sulle pagine facebook e sui siti web dei tre istituiti.

Elvio Guagnini, Vice presidente Società di Minerva, Professore emerito di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Trieste

Dante alla Minerva

L’ultimo appuntamento, che verrà pubblicato giovedì 6 maggio 2021 alle ore 17.00, è tenuto dal Prof. Elvio Guagnini ed è incentrato sulla costante presenza della figura di Dante nella vita della Società di Minerva. Sin dagli inizi della sua attività, la Società ha dedicato all’opera di Dante iniziative e manifestazioni di genere diverso: letture di testi di – e su – Dante, commenti, illustrazioni, saggi. Alcuni dei quali, certamente, legati a Trieste e al suo territorio e, molti altri, di carattere generale. Anche recitazioni da parte di voci attoriali celebri, come Ermete Zacconi. Numerose sono le conferenze sulla Commedia e su singoli canti, sulle altre opere di Dante, sul contesto storico politico culturale e letterario, sul legame di Trieste e della regione Giulia con realtà, usi e leggende suggeriti dall’opera del Sommo Poeta. La figura-mito di Dante, nella cultura triestina, è stata oggetto di studi approfonditi ma anche occasione per riflessioni più generali e auspici politici come nelle pagine del saggio su Dante e la Venezia Giulia di Baccio Ziliotto del 1948. Tanti sono quindi i personaggi di rilievo della vita culturale triestina, o studiosi invitati a Trieste, interessati al Sommo Poeta: da Antonio Racheli a Filippo Zamboni, Giovanni Morosini, Giuseppe Picciòla, Guido Mazzoni, Ferdinando Pasini, Dario De Tuoni e Salvatore Sabbadini.

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