Scuola per infermieri “Giulio Ascoli” – Novembre 2025

“Una carriera per la donna d’oggi”
“L’Infermiera professionale, l’Assistente sanitaria visitatrice e la Vigilatrice d‘infanzia dedicano la loro opera all’assistenza dell’ammalato, al sollievo della sofferenza, alla difesa della vita, alla tutela della salute individuale e collettiva.” Così afferma il Codice deontologico delle infermiere professionali delle ASV e delle Vigilatrici d’infanzia testualmente citato nel pieghevole che pubblicizza le possibilità d’impiego offerte alle donne dalla Scuola convitto professionale per infermiere annessa all’Ospedale Maggiore di Trieste.
L’istituto, inaugurato nel novembre del 1914 con il nome di Scuola convitto professionale per l’assistenza ai malati, sorto ad opera del Comune di Trieste che lo amministra, viene collocato in un edificio postico annesso all’Ospedale civico. Il primo dicembre dello stesso anno iniziano le lezioni per le quindici allieve iscritte alle quali sono impartite lezioni di medicina generale, igiene ospedaliera, cura e assistenza dei lattanti e puerpere. Ma il piano didattico, articolato in due anni, prevede anche l’insegnamento della lingua italiana e tedesca, dell’aritmetica e dell’economia domestica. Alla fine del secondo anno, durante il quale l’insegnamento è prevalentemente pratico, quindi impartito nelle corsie dell’ospedale, le allieve sono sottoposte agli esami per conseguire un diploma che consenta loro di svolgere la professione su tutto il territorio statale.
Dopo questo esordio la Scuola si evolve rapidamente adeguandosi alla normativa introdotta dai regi decreti che si susseguono negli anni successivi al termine del primo conflitto mondiale con i quali lo Stato italiano interviene nel settore sanitario anche per controllare e uniformare le materie d’istruzione professionale del personale infermieristico. In particolare il regio decreto n. 2330 del 1929 dal momento della sua pubblicazione rimane un testo di riferimento fondamentale per la disciplina delle scuole convitto per infermiere che da allora devono dotarsi di un regolamento speciale e di uno statuto approvati dal Ministero dell’interno. Nel 1930 la Scuola viene intitolata al medico Giulio Ascoli (1870-1916), direttore dell’ospedale triestino dal 1913 al 1915, principale propugnatore della sua creazione. Nel 1933 a seguito della costituzione dell’ente morale autonomo denominato “Ospedali riuniti Regina Elena e di S.M. Maddalena” anche la Scuola viene sottratta alla gestione comunale, nella quale rientravano fino ad allora i due ospedali cittadini, per essere amministrata dal nuovo ente. Nel 1964 la Scuola viene spostata in una nuova sede presso l’Ospedale Maggiore e due anni dopo viene ridenominata “Scuola-convitto professionale per infermiere presso l’Ospedale Maggiore di Trieste Giulio Ascoli” riacquistando l’intitolazione ad Ascoli persa nel 1938 a causa delle leggi razziali. Negli anni successivi accoglie importanti interventi di ristrutturazione del suo ordinamento didattico per opera di diversi provvedimenti legislativi emanati in particolare agli inizi degli Anni Settanta. Infine nel luglio del 1997 cessa la sua attività resa superflua dal Diploma universitario di infermiere istituito dall’Università agli studi di Trieste nell’anno accademico 1996-1997.
ASTS, Archivio della Scuola per infermieri “Giulio Ascoli”, b. 57



