Il richiamo di Alma di Stelio Mattioni – Ottobre 2025

Il libro sta ottenendo a Trieste un grosso successo di vendite perché alla puntuale descrizione di vie, case e giardini, che ogni triestino conosce a menadito, si oppone una vicenda narrativa, che si snoda tra essi, del tutto fantastica e surreale […]
Insomma pare che solo adesso i triestini si siano accorti di avere fra loro Stelio Mattioni, artista schivo e introverso, che fa l’impiegato per vivere. Il fatto è che Mattioni non è un narratore di grosse vicende vissute, ma è l’aristocratico creatore di un mondo rarefatto, spesso poco comprensibile, che si sovrappone al mondo reale, producendo effetti di misteriosa allucinazione. La figura di Alma, che attrae con suggestivo tormento, un giovane, è stata interpretata in molti modi dai critici che si sono occupati del libro. Per alcuni di essi è l’anima del narratore, per altri la gioia di vivere, per altri ancora è la vita stessa. In realtà questa figura struggente di ragazza, che appare e scompare, è un richiamo verso qualcosa di indefinibile, verso un mondo diverso, una vita diversa, forse più sapida di tensioni e di umori […]
Mai come in questo romanzo Mattioni è riuscito ad unire realtà quotidiana e fantasia. Alma cambia aspetto ad ogni incontro, è sempre lei e sempre diversa. Il suo richiamo si fa pressante, fa perdere consistenza ad ogni altro aspetto della vita, costringe infine il narratore alla fuga […]
Il sentimento sembra non esistere nel romanzo, come non esistono gli affetti famigliari, l’amicizia, il senso di Dio. Il fatto che la ricerca dell’autore – intellettuale più che fisica – ci emozioni così profondamente è una novità assoluta, imprevista nella letteratura di oggi. E’ la prova che un libro moderno, duttile, disincantato, può incantare.
(Testo di Annamaria Tiberi), Archivio Mattioni, album 46, doc. 317
Archivio Stelio Mattioni, b. 50 f. 1934, /Storia di Alma. Manoscritto autografo dell’inizio del VI cap. della prima versione de Il richiamo di Alma/, 1974 dic. 29 – 1975 apr. 27

