Progetto per un Imperial Regio Museo di Antichità a Pola (Trieste, agosto 1894 – Natale Tommasi)

Nei depositi dell’Archivio di Stato di Trieste sono riemerse quattro tavole di grandi dimensioni (85×65 cm), che per il loro grande formato erano state conservate non allegate agli atti di loro pertinenza. Grazie alla presenza della segnatura archivistica in calce alle tavole è stato pertanto possibile ricondurre i disegni, realizzati su cartone in tecnica mista, a china e acquarello, al fascicolo corrispondente all’interno del fondo della Luogotenenza del Litorale in Trieste, Atti generali (busta 578, prot. n. 15901 del 1894, Cl. 16/4).
Le tavole, conservate in un apposito cartolaio, raffigurano le piante e i prospetti di un edificio a pianta quadrangolare, in stile eclettico, dotato di timpano e fregio, con pronao centrale e aggettante con colonne corinzie. Il progetto, a firma di Natale Tommasi, era destinato alla creazione di uno spazio espositivo per un Imperial Regio Museo di Antichità a Pola, in Istria, parte dell’allora Litorale austriaco.
Natale Tommasi, originario di Trento e formatosi al politecnico di Monaco, dopo un primo periodo di attività ad Innsbruck, nel 1886 era stato nominato direttore dell’Ufficio delle pubbliche costruzioni a Gorizia, per poi essere assunto nel 1889 in qualità di K.K. Ingenieur presso la Luogotenenza di Trieste. In quegli stessi anni, fra 1887 e 1896, si era occupato ampiamente degli scavi e dei restauri dei monumenti romani della città di Pola, aveva realizzato nel 1890 l’edificio destinato ad ospitare il Ginnasio tedesco cittadino e tra 1891 e 1903 la chiesa dedicata alla Madonna del Mare.
Il fascicolo in questione contiene la presentazione ufficiale del progetto da parte di Natale Tommasi alla Luogotenenza, in data 23 agosto 1894, corredato da una Descrizione del progetto per la sistemazione di un Museo di Antichità in Pola e da un registro contenente un Preventivo di spesa per la somma occorrente per la sistemazione di un Museo di Antichità in Pola. Il preventivo dettagliava in quaranta pagine tutte le spese necessarie per la realizzazione del progetto, per una spesa totale iniziale di 33.000 fiorini, comprensiva di 14.500 fiorini per le decorazioni lapidee e di 18.500 fiorini per l’edificio, rettificate poi in rosso in 19.000 fiorini a cura del Dipartimento del Bilancio della Luogotenenza, in data 30 dicembre 1894.
Dagli atti conservati nei fascicoli archiviati all’interno della classifica relativa alle Alterthümer in Pola/Antichità di Pola (Fasc. 16/4) si possono ripercorrere gli avvenimenti che portarono a valutare l’opportunità di creare un museo statale che potesse raccogliere i reperti archeologici della città, descritti più volte nel corso dell’Ottocento e collocati in parte all’interno del Tempio di Augusto, collezioni pressoché lapidee di reperti quali epigrafi, bassorilievi ed elementi di statuaria.
Le carte dei fascicoli del fondo della Luogotenenza del Litorale in Trieste conservano le tracce di tutti gli attori coinvolti nella vicenda: il Luogotenente Teodoro Ritter von Rinaldini e il k.k. Ingenieur Natale Tommasi; il Consigliere edile Hauser e il Capitano distrettuale di Pola cav. de Conti; la Giunta provinciale dell’Istria; il podestà del municipio di Pola Lodovico Rizzi e l’ingegnere comunale Depangher; il conservatore alle antichità di Pola Rudolf Weisshäupl, professore presso il Ginnasio tedesco cittadino, nonché corrispondente della Commissione centrale per l’arte e i monumenti storici di Vienna; la Società Istriana di Archeologia e Storia Patria di Parenzo, fondata nel 1884 da Andrea Amoroso, presidente per la seconda volta in quegli stessi anni.
In un documento datato Pola, 20 gennaio 1893 si fa menzione di una “conferenza” avvenuta in merito “la questione del Museo”, argomento dibattuto e riscontrato negli atti già negli anni precedenti a firma dello stesso conservatore alle antichità Weisshäupl. Nel documento, indirizzato al R. Capitanato distrettuale di Pola, a firma del Podestà Lodovico Rizzi, si riportava che “La commissione convenne unanimamente nella scielta [sic] d’un fondo alla valle del Ponte sotto l’Anfiteatro, il quale essendo destinato ad essere convertito in giardino (parco Maria Valeria), pareva alla commissione che si prestasse egregiamente per lo scopo divisato. L’area di tutto questo fondo ascende a metri quadrati 4800 [come lo si evince dall’allegato schizzo di situazione]. La parte verso mezzodì dovrebbe venir adattata ad uso giardino, l’altra servire per il museo […] Nella scielta [sic] di questo fondo la commissione ebbe riguardo a tutti i requisiti previsti dalla Commissione centrale per l’arte ed i monumenti storici […].
Ne si deduce che lo stesso Municipio di Pola aveva accordato di mettere a disposizione un fondo di proprietà comunale, insieme ad una somma di 500 fiorini, almeno due anni prima del progetto di Natale Tommasi per il nuovo museo statale.
In un documento successivo alla presentazione di tale progetto è la stessa Giunta provinciale dell’Istria a stanziare 2500 fiorini per la realizzazione dell’opera, sentita quanto mai necessaria.
Gli anni successivi fotografano un forte impegno da parte dell’amministrazione imperiale nelle manutenzioni e nei restauri dei monumenti della Pola romana, nonché nei nuovi scavi, ma la realizzazione del tanto auspicato museo rimase in sospeso e l’edificio progettato da Tommasi non venne mai realizzato.
Interessante è un documento datato Vienna, 26 gennaio 1902 (Luogotenenza del Litorale in Trieste, Atti generali, b. 1010), inviato alla Luogotenenza di Trieste da parte del Ministero del Culto e dell’Istruzione, allora deputato alla gestione delle antichità. L’occasione della missiva era rappresentata dall’insediamento come conservatore delle collezioni statali di antichità di Pola nel 1901 di Anton Gnirs, già docente della Imperial Regia Accademia della Marina a Pola dal 1899, e del ruolo assunto dallo stesso nel 1902 come corrispondente e conservatore della Commissione centrale per la ricerca e la conservazione dei monumenti storico-artistici di Vienna. Anche su suggerimento dell’Istituto archeologico austriaco, fondato e diretto allora da Otto Benndorf, si manifestava la necessità di uno spazio adeguato dove Gnirs potesse lavorare e conservare i suoi archivi, disegni, fotografie e i reperti archeologici di ridotte dimensioni, fino a quel momento raccolti all’interno dei locali del ginnasio tedesco, dove il precedente conservatore alle antichità Weisshäupl era stato docente. Significativo è leggere che nella richiesta di un ufficio per Anton Gnirs, ancora nel 1902 si affermava che la costruzione di un museo dedicato alle antichità a Pola, per quanto auspicabile, sembra ancora lontana dall’essere concepibile.
Soltanto gli scavi di Nesazio diedero l’impulso necessario alla creazione nel 1902 del tanto atteso museo di antichità, collocato in alcuni locali non più esistenti, di fronte all’Arco dei Sergi, realizzato però dal Municipio di Pola, in accordo con la Giunta provinciale istriana, sotto la direzione di Bernardo Schiavuzzi, che grande merito aveva avuto proprio nelle scoperte archeologiche dell’antica Nesazio.
Bisognerà attendere il passaggio di Pola dall’Impero austro-ungarico alla sovranità italiana per la creazione di un museo statale a Pola, denominato Regio Museo archeologico dell’Istria, che trovò una definitiva sistemazione nell’edificio che era stato uno dei primi punti di raccolta di antichità, la sede dell’antico Ginnasio tedesco, progettato dallo stesso Natale Tommasi, nel cuore dell’antica Pietas Iulia romana, alle pendici dell’insediamento protostorico. L’edificio, rinnovato a partire dal Regio Decreto di fondazione del museo nel 1921 con mirati lavori che potessero ospitare le ricche collezioni archeologiche, fu aperto poi al pubblico nel 1930, grazie al lavoro instancabile dell’allora ispettrice della Regia Soprintendenza l’archeologa Bruna Forlati Tamaro.
L’attuale Museo archeologico dell’Istria / Arheološki Muzej Istre, oggi in Croazia, è ospitato nel medesimo edificio, oggetto di recenti lavori di restauro, e raccoglie le antiche collezioni e il materiale dei vecchi e nuovi scavi da molte località della penisola istriana, dalla Preistoria al Medioevo.





