Anche un giardiniere può essere un eroe – Agosto 2025

Tra i documenti versati all’Archivio di Stato di Trieste dalla Capitaneria di Porto (anni 1919-1960), alla classifica IX-5, sono individuate tutte le carte riguardanti “Azioni di merito e salvataggi”. Per la maggior parte, si tratta di resoconti di episodi di soccorso e assistenza prestati in mare, nell’area del Golfo prospicente alla città, a qualcuno in difficoltà. Queste azioni di altruismo e coraggio, molto spesso messe in atto correndo un certo rischio, venivano, nei casi più significativi, ricompensate dal Ministero delle Comunicazioni – Ispettorato delle Capitanerie di Porto, con una medaglia, chiamata “al valor di marina”. Una breve indagine istruttoria, che dava vita a un fascicolo contente tutti i documenti riguardanti uno specifico episodio, stabiliva il grado di “valore” messo in campo e l’eventuale premio da assegnare.
Nella busta 336, contenente i fascicoli delle Azioni di merito e salvataggio per gli anni dal 1931 al 1938, è presente quello relativo a un certo Carlo Milic, giardiniere di Sua Altezza Reale il Duca d’Aosta, impiegato presso il castello di Miramare. Al Milic, un giovane di 25 anni di Prosecco, per il significativo gesto compiuto, venne assegnata la medaglia di bronzo al valor di marina, con relativo brevetto, astuccio e nastrino. Il tutto gli fu consegnato ufficialmente durante una celebrazione patriottica avvenuta in città nel 1932, l’anno successivo all’episodio di salvataggio da lui compiuto. Il fatto che ha portato all’assegnazione dell’onorificenza fu il seguente.
Il giorno 5 agosto 1931, attorno alle ore 13, due ragazze, Resina Lutt di Poniche (Ponikve) presso Sesana e Danila Luin, di Sales, ambedue diciottenni, erano al mare nei pressi del Castello di Miramare. Le ragazze, nonostante non sapessero nuotare, si immersero in acqua e cominciarono a camminare verso il largo fino ad avere l’acqua prossima alle spalle. Disgraziatamente nel rigirarsi per tornare a terra una delle due cadde in una buca, trascinandosi dietro anche l’amica. Le giovani riemersero un istante e cominciarono a gridare, e sarebbero certamente annegate se il Milic, accortosi del pericolo, non fosse intervenuto immediatamente gettandosi in acqua e una volta raggiunte le avesse ricondotte a terra. L’operazione fu tutt’altro che semplice perché Danila, spaventata e nel panico si avvinghiò collo del Milic con estrema forza, senza lasciarlo un attimo.
Due giorni dopo anche il quotidiano “Il Piccolo” parlò dell’accaduto, aggiungendo che una volta a terra le due ragazze erano quasi svenute e il Milic, per farle riprendere i sensi e rinfrancarle, praticò ad entrambe la respirazione artificiale, gesto che contribuì a colmare di ringraziamenti il loro generoso salvatore.
ASTS, Capitaneria di porto di Trieste, b. 336

