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Il nazionalismo è una malattia – Maggio 2025

L’Archivio professionale Ferry Scherl è stato donato nel 2024 all’Archivio di Stato dall’architetto Scherl, produttore della documentazione, dichiarato di interesse storico particolarmente importante con decreto della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia n.15 del 20 novembre 2023.

Ferry Scherl (Trieste 1941-2025), dopo aver frequentato il liceo scientifico a Trieste, studia all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), dove si laurea nel 1968. Si iscrive quindi all’Ordine degli Architetti della provincia di Trieste e intraprende la carriera di libero professionista, svolgendo attività nel campo dell’urbanistica, dell’edilizia e dell’arredamento, e commissioni per enti pubblici e per privati.

Speciale importanza, nel lavoro dell’architetto Scherl, rivestono la partecipazione all’attività di rilevazione dei danni agli edifici conseguenti al terremoto del Friuli del 1976 e l’attività di predisposizione ed elaborazione degli studi in materia naturalistica, propedeutici alla progettazione del Piano Urbanistico Regionale Generale del Friuli Venezia Giulia. L’interesse per la tutela ambientale e naturalistica  è testimoniato anche dallo studio di fattibilità per la realizzazione del Parco Naturale delle Prealpi Carniche (oggi Parco Naturale Regionale delle Dolomiti friulane).

Altro importante settore di attività di Ferry Scherl è il campo archeologico, nel quale si contano numerose collaborazioni con la Soprintendenza regionale di settore e con l’Università degli Studi di Trieste, per il rilievo negli scavi, e con il Comune di Trieste nella progettazione di allestimenti espositivi e museali.

Assume l’incarico di assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici per il Comune di Muggia (Trieste), dal 1993 al 1996.

Accanto agli incarichi per gli enti pubblici, sono poi numerosi quelli per committenti privati, che affidano all’architetto Scherl la ristrutturazione, il restauro e l’arredo di abitazioni, negozi e locali triestini, compresi luoghi storici della città, come il Cremcaffè.

L’archivio consiste in una decina di metri lineari di materiale documentario, comprendente fascicoli cartacei, disegni e lucidi, databili tra gli anni ’60 e il 2007 circa, tetimonianza dei principali progetti ed interventi dell’architetto Scherl, nonché della sua metodologia di lavoro, lungo tutto l’arco della sua carriera professionale.

L’archivio conserva anche documentazione collezionata per interesse personale, come il manifesto che si pubblica, di Guido Crepax, del 1968.

Archivio di Stato di Trieste, Archivio professionale Ferry Scherl, scatola 5

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