Giorno del ricordo 2025 – Casa dell’emigrante

Nel fondo del Commissariato del Governo per il territorio di Trieste, serie Lavori pubblici, fra i progetti denominati con la sigla FTT (Free Territory of Triest), si conserva il progetto n. 2580 B relativo ai lavori di adeguamento di una grande edificio dalla caratteristica pianta a C, denominato Casa dell’Emigrante, da adattarsi ad alloggi da destinare ai profughi dell’esodo giuliano dalmata.
Questo e molti altri significativi documenti sono esposti nella mostra Città nascoste. Atlante dei campi profughi di Trieste (1947-1975), a cura di Francesco Fait, ospitata presso il Museo d’arte moderna “Ugo Carà” di Muggia (TS) e ancora visitabile fino al 16 febbraio 2025 (da giovedì a sabato 10 -12 e 17-19, domenica 10-12 – ingresso gratuito), per la cui realizzazione è stata garantita la collaborazione dell’Archivio di Stato di Trieste. Il documento sarà inoltre esposto presso l’Archivio di Stato di Trieste in occasione del Giorno del ricordo 2025.
La planimetria Allegato A, intestata ai Cantieri Riuniti dell’Adriatico, proprietari dell’immobile a partire dal 1937, raffigura, in scala 1:200, la c.d. ex Casa degli emigranti, in particolare l’edificio principale, che sorgeva parallelo all’allora Passeggio S. Andrea, oggi via Svevo n. 15. La pianta riporta la data Trieste, marzo 1946. L’edificio si raffigura riorganizzato nei suoi spazi interni per poter ospitare un totale complessivo di 1946 posti letto, distribuiti fra zone destinate agli uomini – per un totale di 1082 letti -, alle donne – 684 letti – e alle donne con bambini – 180 letti -, sui cinque livelli dell’immobile, comprensivo di un piano seminterrato, destinato all’area delle docce, agli spogliatoi e al locale caldaie.
La storia di questo edificio, già dichiarato di interesse culturale, attualmente di proprietà del Comune di Trieste, che a partire dagli anni Settanta lo destinò all’edilizia scolastica, ancora oggi parte dell’Istituto comprensivo I. Svevo, ha origini ben più antiche ed è interessante analizzare il succedersi delle differenti destinazioni d’uso che l’hanno caratterizzato nel corso del tempo.
Venne costruito fra 1890 e 1893, su progetto degli ingegneri Giovanni Righetti e Federico Angeli, su impulso del medico Arturo Castiglioni, poi presidente della Società Amici dell’Infanzia, una delle molteplici istituzioni filantropiche della Trieste asburgica, come ospizio marino per cure elioterapiche da destinare ai bambini, con una capienza di 150 posti. Proprio la Società Amici dell’Infanzia aveva avuto a disposizione un lascito testamentario di un benefattore di nome Girolamo Grego, ricordato da una targa commemorativa posta nell’atrio dell’edificio il giorno dell’inaugurazione nel 1893, su un terreno di proprietà comunale. La posizione lungo il Passeggio S. Andrea, con il cortile affacciato al mare, era stata scelta come favorevole allo scopo, sebbene solo pochi anni dopo, a causa dei lavori legati al complesso portuale a partire dal 1898, che interessarono l’area ad un progressivo interramento, l’Ospizio marino venne spostato nella vicina Valdoltra, attuale complesso dell’ospedale di Ancarano/Ankaran, oggi in Slovenia.
Nel 1905 l’immobile venne acquistato dalla Società di navigazione Austro Americana dei fratelli Cosulich e fu trasformato in Pension Austro Americana, Albergo o Casa degli Emigranti. Successivamente venne innalzato di tre piani da parte dell’ing. Geiringer, destinato ad ospitare più di 1500 persone in attesa dell’imbarco, per rispondere all’esigenza di una domanda pressante da parte di chi aveva deciso di partire alla volta dell’America, proprio dal porto di Trieste. Dopo la Grande Guerra la Casa degli Emigranti fu adibita a caserma, per poi venir acquistata dai CRDA e a partire dalla fine degli anni Quaranta di venir utilizzata come sede di uffici emigrazione e di uno dei molti campi profughi, destinati in particolare alle famiglie degli esuli istriani durante tutti gli anni Cinquanta.

