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Febbraio 2022 – Giorno del ricordo

Lettera inviata da P. B.  – profugo da Villa Balini (Portole) – al commissario di governo Giovanni Palamara, per ottenere il permesso di rimanere in un campo profughi di Trieste: destinato, come cittadino italiano, a essere trasferito in un alloggiamento in un’altra regione, manifesta il desiderio di non allontanarsi dalla città, dove una rete di amicizie e la possibilità di riunirsi con la famiglia sono àncore di salvataggio in una situazione di spaesamento e progressivo sentimento estraniante verso la propria terra natale trasformata dai nuovi poteri. Come per molti altri profughi del secondo dopoguerra –  che l’Archivio di Stato di Trieste vuole ricordare nel giorno in cui si fa memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale – anche P. B. vive l’angoscia di un altro, ennesimo trasferimento con un sentimento di dolore rinnovato: “essere allontanato da Trieste sarebbe per lui di estrema pena e disagio. […] Prega pertanto fervidamente che […] gli venga concesso di poter rimanere in un campo di Trieste fino a quando la sua famiglia non sarà riunita ed egli avrà trovato una sistemazione che gli permetta di vivere come ogni altro cittadino italiano.” Lo strazio subìto è palesato tutto nella formula finale di ringraziamento e nella promessa di “di pregare il Signore per chi lo aiuterà a dimenticare tutti gli anni d’inferno passati dal 1945 e a rifarsi un nuovo avvenire”.

ASTS, Commissariato generale del governo di Trieste, Gabinetto, Lettera di P.B., 30 aprile 1958, b. 42

 

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