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Gennaio 2022 – Giornata della Memoria

Benedetto Livio Cagli, nato a Trieste il 10 maggio 1929, riesce a sfuggire alla deportazione nazista perchè verso la fine del 1943, munito di documenti falsi intestati a “Livio Menato”, è accompagnato da un parente a Padova ed affidato alla famiglia di Bruno Bissato, presso la cui casa in via san Pietro 19 è nascosto e protetto. Assieme alla famiglia Bissato, nei primi giorni di gennaio 1944, il Cagli sfolla da Padova a Villanova di Camposampiero, dove si nasconde fino al maggio del 1945. Alla fine della guerra ritorna a Trieste.

In una lettera inviata alla Prefettura di Trieste nell’aprile del 1964 racconterà che “verso la metà del mese di ottobre dell’anno 1943, il padre del sottoscritto, Cagli Gad Guido, nato a Trieste il 4 luglio 1885, fu prelevato da militari nazisti dalla sua abitazione sita in Trieste, in viale 20 Settembre n. 33, e di là portato alle carceri del Coroneo. Indi, nei primi giorni del mese di novembre dello stesso anno, lo stesso fu preso dalle carceri ed insieme ad altri fu inviato al campo di concentramento di Auschwitz da cui non ha più fatto ritorno. Se ne presume quindi la morte.

Nello stesso periodo di tempo e subito dopo l’arresto del padre fu pure arrestata la sorella del sottoscritto Cagli Laura, nata a Trieste il 4 gennaio 1938, la quale dalla sua abitazione sita in via delle Scuole nuove n. 2 fu condotta alle carceri del Coroneo e di lì, insieme al padre Cagli Gad Guido, fu anch’essa inviata ad Auschwitz da cui non ha fatto più ritorno. Si presume, quindi, pure di essa la morte.

Entrambi i familiari furono deportati per motivi razziali“.

Il documento pubblicato è conservato nel fascicolo intestato a Benedetto Cagli nella Prefettura di Trieste (Atti generali, b. 3935, fasc. 255), tra gli atti relativi alle Disposizione a favore dei perseguitati politici e razziali. Si tratta in particolare di 3.200 fascicoli, istruiti per il rilascio delle attestazioni ai sensi del DPR 6 ottobre 1963 n. 2043, Norme per la ripartizione della somma versata dal Governo della Repubblica Federale di Germania, in base all’Accordo di Bonn del 2 giugno 1961, per indennizzi a cittadini italiani colpiti da misure di persecuzione nazionalsocialiste: una straordinaria testimonianza di storie individuali e tragedie collettive, che l’Archivio di Stato di Trieste propone in occasione della Giornata della Memoria, per commemorare le vittime dello sterminio nazifascista.

 

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