Concessione canonicato
Concessione del canonicato al barone Vincenzo dell’Argento da parte del vescovo di Trieste conte Francesco Filippo Inzaghi; PERGAMENA IN LINGUA LATINA CON SIGILLO A PENDAGLIO, ORIGINALE.
Concessione del canonicato al barone Vincenzo dell’Argento da parte del vescovo di Trieste conte Francesco Filippo Inzaghi; PERGAMENA IN LINGUA LATINA CON SIGILLO A PENDAGLIO, ORIGINALE.
Testamento della baronessa Eleonora dell’Argento, pubblicato il 18.10.1772 in Pisino dal notaio Biagio Bachioz; COPIA AUTENTICA CON SIGILLO in data 11.06.1782 dal Capitano di Pisino Giovanni Battista de Radisheimborn e relativo codicillo in data 17.11.(1772?) rogato dal notaio Biagio Bachioz e dallo stesso pubblicato in Pisino 18 dicembre 1782; COPIA AUTENTICA COME SOPRA IN PARI DATA. (Entrambi parzialmente danneggiati nella parte superiore).
Attestato di versamento di dote monacale di 600 ducati per Marianna dell’Argento, figlia del barone Giuseppe, con il nome di Madre Maria Geltrude, oltre ad un donativo di 6 “ongari” ed un vitalizio di 10 ducati annui; il tutto a favore del monastero di San Cipriano; ORIGINALE CON SIGILLO.
Testamento della baronessa Margarita vedova dell’Argento, nata baronessa della Rovere, rogato dal notaio Giuseppe de Gabiatti. ORIGINALE CON SIGILLO.
Obbligazione per 1000 fiorini della baronessa Anna Maria dell’Argento a titolo di dote monacale – o alternativamente di dote nuziale – per la baronessa Marianna, figlia del barone Giuseppe dell’Argento. ORIGINALE CON TRE SIGILLI.
Contratto nuziale fra il barone Giuseppe dell’Argento e la baronessa Eleonora Angelica Rampelli; ORIGINALE CON 10 FIRME E RELATIVI SIGILLI, DANNEGGIATO AL CENTRO.
Testamento (COPIA) del barone Giovanni Ernesto dell’Argento; Notaio rogante Casimiro Donadoni; datato sul retro.
Testamento del barone Giovanni Pietro dell’Argento, Capitano di Fiume e Tersatto; rogato dal notaio Giovan Pietro Corsi
Divisione dell’eredità dell’arcidiacono Giovanni Giacomo dell’Argento fra Pietro, Giovanni Filippo e Giovanni Giacomo, eredi di Marzio dell’Argento; rogato dal notaio Josephus Burlus.