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Settembre 2021 – Una controversia per le Giornate europee del patrimonio 2021

Nell’attesa dell’apertura straordinaria dell’Archivio di Stato di Trieste di sabato 25 settembre 2021, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, si presenta in anteprima un documento conservato in un fascicolo di uno dei fondi con i materiali più antichi conservati nell’Archivio di Stato di Trieste, la Cesarea Regia Intendenza commerciale per il Litorale austriaco, primo ufficio statale organicamente strutturato, attivo già a partire dal 1731 sotto Carlo VI, poi rafforzato nel suo potere durante il regno di Maria Teresa d’Austria.

Il documento fa parte di un insieme di atti relativi ad una controversia di ambito commerciale relativa a fatti svoltisi fra 1775 e 1776, fra Trieste e Aidussina (oggi in Slovenia). Si tratta di una lettera di tale Tomaso Cumar, intraprendente imprenditore dell’epoca, proprietario di una cartiera che sorgeva fuori Aidussina, nei pressi del torrente Hubel/Hubelj, affluente del Vipacco.

Il Cumar, sollecitato a rispondere, in seguito ad un riccorso di tale Antonio Cartolig, collettore di strazze in Trieste, scrive questa lettera per portare prove concrete a sua discolpa e per screditare l’operato del ricorrente, con cui era solito essere in affari. Punto dopo punto Tomaso Cumar smonta le accuse di Cartolig di fronte alle autorità austriache, scrivendo direttamente alla Commissione commerciale. Le rimostranze del Cartolig miravano fondamentalmente a disegnare il Cumar quale impuntuale o difettoso nei pagamenti […] e addurre falsamente che egli non volesse acquistare gli stracci dagli strazzaroli di Trieste. A sua difesa il Cumar porta tutta una serie di testimonianza scritte, copie di lettere, conti, libri del dare/avere, che avrebbero provato la sua buona fede e la sua puntualità nei pagamenti e che avrebbero dipinto il Cartolig quale astuto truffatore, capace di aggiustare i conti a suo favore, e di vendere la merce, non solo ad un prezzo alto, ma anche in modo che gli imballi degli stracci risultassero più pesanti, inserendo all’interno delle pietre nascoste e lasciando si impregnassero di umidità. Scrive infatti Tomaso Cumar:

Non v’è meraviglia Inclita Commissione, che trovatosi sia ogni volta il Collo delle Straccie dell’avversario poiché accorto egli per il suo Interesse depositate lo tiene nel sito umido, acciò all’occasione comparisca il peso; […] colla mia (lettera) del 28 giugno che qui produco in copia fu egli Cartolig da me avvertito acciò von’astenga d’ulteriormente frammischiarvi le pietre, come ritrovate furono nelle passate spedizioni.

Il documento e le altre carte del fascicolo dell’Intendenza commerciale ci offrono uno spaccato di quello che doveva essere il vivace mercato della carta durante la seconda metà del Settecento in territorio asburgico, sempre in lotta contro la concorrenza dello Stato veneto. Diversi gli attori coinvolti: carrettieri, doganieri, stracciaioli, agenti commerciali, maestri cartai, imprenditori, funzionari imperiali.

Tali documenti ci forniscono anche l’occasione per approfondire importanti aspetti relativi alla tecnologia della produzione della carta, realizzata per mezzo di innovativi macchinari idraulici e attraverso il fondamentale riutilizzo di vecchi stracci, materia prima indispensabile per la realizzazione di fogli da utilizzare quale supporto scrittorio, destinati anche alla cancelleria imperiale, o di carta da imballaggio di varia fattura e spessore.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla mostra documentaria in cui verranno presentati questo ed altri documenti relativi alle vicende della cartiera di Aidussina, accompagnati dalla proiezione, in occasione delle GEP 2021, del video Carte e strazze di fine Settecento, interamente realizzato dallo staff dell’Archivio di Stato di Trieste.

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