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Caro Archivio ti scrivo!

 

Cosa fa un Archivio di Stato chiuso al pubblico? Non dimentica certamente i propri compiti istituzionali di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio documentario!

Allora seguiamo le mosse di Ambra Betic, che unisce alle competenze di archivista una preziosa formazione da archeologa: doti che sono certamente utili anche per scandagliare i depositi d’archivio alla ricerca di…documenti!

Per rispondere alle richieste di ricerche per corrispondenza – sempre numerose ma ancor di più in questi mesi di limitazioni degli ingressi in Sala studio – gli archivisti dell’Archivio di Sato di Trieste si sono dovuti sostituire ai ricercatori nella consultazione diretta dei documenti. Non solo fogli matricolari o liste di leva, ma approfondimenti sul Castello di Miramare e su gioielli o tessuti registrati negli inventari conservati presso l’Archivio di Stato, ricerche per ricostruire i passaggi di proprietà di particelle catastali nei fondi ottocenteschi, verifiche dei collaudi dei cementi armati per professionisti al lavoro su edifici oggi in ristrutturazione: sono solo alcuni degli argomenti trattati durante questi mesi dall’archivista Ambra Betic nel suo lavoro quotidiano.

Ma nelle foto che testimoniano la sua attività la vediamo impegnata, oltre che nello studio necessario a fornire le informazioni più complete possibili a chi scrive all’Archivio, anche nell’accoglimento degli atti del Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana, depositato parzialmente presso l’Archivio di Stato nel mese di novembre di quest’anno. E nel fondo della CRI richieste di tutt’altro tenore possono essere trovate: una serie preziosa e di straordinario interesse storico è quella dei “civili ricercati” scomparsi durante la seconda guerra mondiale, che potrà essere consultata non appena completato il versamento del fondo. Lo spazio nei depositi, come si vede dalle immagini, è stato intanto preparato!

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