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Luglio 2019 – Testamento d’estate

Non è dato sapere cosa potesse aver indotto la signora Leopoldina a scrivere il proprio testamento in una calda e afosa giornata estiva – è vero che  il clima di fine ottocento aveva ben poco in comune con quello odierno ma luglio è pur sempre luglio – e perché mai si fosse affrettata tre giorni dopo a depositarlo  personalmente presso lo studio del  notaio Mestron. Forse la preoccupazione che il proprio patrimonio potesse finire in mani sbagliate va imputata a un accadimento improvviso, ma di certo questa eventualità non impedì alla vedova Paterno di vivere ancora a lungo: il suo testamento infatti, con buona pace degli eredi, fu pubblicato ben dieci anni dopo e non a cura del notaio incaricato, che nel frattempo – lui sì – era passato a miglior vita.

(Archivio di Stato di Trieste, Archivio notarile, b. 536, n. 37647)

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