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Dicembre 2017 – Ebrei italiani

La carta d’identità pubblicata in prima pagina è conservata, tra decine di documenti simili, nel fondo del Consolato generale d’Italia (fasc. 1020): si tratta di carte d’identità provvisorie predisposte per i cosidetti regnicoli (cittadini italiani del Regno d’Italia) che tra aprile e maggio 1915 si allontano da Trieste – spesso luogo di residenza da generazioni – per rimpatriare nei luoghi d’origine. La partecipazione dell’Italia al conflitto contro l’Austria non è infatti ancora ufficializzata – il Patto di Londra viene segretamente firmato il 26 aprile 1915 – ma i venti di guerra già soffiano forti.

Il nome di Romea Levi, figlia sedicenne di Elisa Canarutto ritratta nella foto dietro la madre, ricompare nel Censimento degli ebrei di Trieste predisposto, come in tutti i comuni d’Italia, il 22 agosto 1938 e conservato nel fondo della Prefettura di Trieste (Registro ebrei A). Questo elenco, numerose volte aggiornato e verificato anche durante l’occupazione tedesca del 1943-1945, rappresenta un passaggio centrale nella politica antisemita del fascismo: rilevazione basata per la prima volta sul criterio “razziale” e non su quello religioso, il censimento consente di raccogliere molteplici informazioni sulla presenza ebraica nei vari settori della società nonchè nello stesso tessuto urbano, con l’indicazione della via di residenza di ogni singolo ebreo.

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