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25 aprile 2023 Festa della Liberazione – Rita Rosani, ebrea partigiana

Il 17 settembre 1944 sul Monte Comune, nel Veronese, la banda partigiana Aquila della brigata Pasubio si scontra con la Guardia nazionale repubblicana, impegnata in un rastrellamento. Tra i partigiani caduti vi è una giovane ragazza triestina, Rita Rosani, nata nel 1920. Il padre di Rita, Ludwig Rosenzweig poi Ludovico Rosani, è direttore della società di spedizioni Intercontinentale, emigrato dalla Moravia prima a Fiume e poi, alla fine della Grande Guerra, a Trieste, dove ottiene la cittadinanza italiana.

Rita frequenta l’Istituto magistrale femminile Carducci, diretto da Giovanni Quarantotti, dove insegnano Bruno Tedeschi – poi preside della scuola media della comunità ebraica – e Eugenio Colorni, filosofo e politico antifascista che, arrestato a Trieste nel 1938 e confinato a Ventotene, scriverà con Altiero Spinelli e Ernesto Rossi il Manifesto per un’Europa libera e unita.

Dopo l’8 settembre 1943 la famiglia Rosani si ripara a Portogruaro, da dove Rita parte assieme all’uomo amato, per raggiungere le brigate partigiane nel Veronese.

Di Rita si trova trova traccia nel Registro del censimento degli ebrei del 22 agosto 1938 conservato presso l’Archivio di Stato di Trieste, come pure nella serie dei fogli matricolari del Distretto militare di Trieste.

Decorata della medaglia d’oro al valor militare “alla memoria” per il seguente motivo: “Perseguitata politica entrava a far parte di una banda armata partigiana vivendo la dura vita di combattente. Fu compagna, sorella, animatrice di indomito valore e di ardente fede. Mai arretrò innanzi al sicuro pericolo e alle sofferenze della rude esistenza pur di portare a compimento delicate e rischiosissime missioni a lei affidate. Circondata la sua banda da preponderanti forze nazifasciste, impugnava le armi e, ultima a ritirarsi, combatteva strenuamente finché cadeva da valorosa sul campo immolando alla Patria la sua giovane e eroica esistenza – Monte Comune, 17.9.1944”.

La storia di Rita Rosani, che l’Archivio di Stato di Trieste ricorda per commemorare la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la fine dell’occupazione nazista e la definitiva caduta del regime fascista, è raccontata nel libro di Livio Isaak Sirovich, Non era una donna era un bandito. Rita Rosani, una ragazza alla guerra partigiana, Cierredizioni, 2014.

Archivio di Stato di Trieste, Distretto militare di Trieste, Fogli matricolari di patriote, partigiane e crocerossine, b. 101

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