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sabato 28 luglio 1917

Anche questo numero si apre direttamente con la sezione dedicata ai fatti bellici: Novaja e Negrilesci passano al nemico, ma Kolomea è conquistata; contro gli italiani procede l'intensa attività di artiglieria. Si riporta quanto scrive il Fremden-Blatt sull'incrollabile alleanza tra la Germania e l'Austria-Ungheria e sulla loro volontà di una pace che “lasci tutti padroni a casa propria”. Si comunica, inoltre, che nuovi prigionieri sono stati strappati ai francesi, altri scontri sono avvenuti nelle Fiandre e i sottomarini continuano ad ottenere soddisfacenti risultati. Segue il resoconto della conferenza sui Balcani tenutasi a Parigi dove l'Intesa ha annunciato che non deporrà le armi fino a quando non avrà ottenuto lo scopo di rendere impossibile un altro “attacco criminoso quale quello di cui si è reso responsabile l'imperialismo delle potenze centrali”. Nel frattempo gli Stati uniti preparano mezzo milione di uomini e i russi continuano a cedere; per fronteggiare i disordini il governo provvisorio reintroduce la pena di morte e vieta la pubblicazione di giornali che aizzino alla disubbidienza. Tra le notizie attinenti alla cronaca cittadina vi è anche la descrizione dell'esposizione di guerra nella quale si trova anche una sezione dedicata alla vita nel campo dei profughi di Wagna: ci si è occupati anche di farli lavorare perché “l'uomo strappato dalla sua terra nativa e dalla sua famiglia può solamente col lavoro lenire in parte l'acerbo dolore del distacco”.

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Wiener Zeitung Il Resto del Carlino

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