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sabato 26 giugno 1915

Bottini di guerra: una disposizione del governo italiano avvisa che ogni qualvolta avverranno bombardamenti nemici su città, porti e infrastrutture italiane, portando alla distruzione di naviglio non armato, in contravvenzione agli accordi di guerra, i cittadini e i sudditi italiani potranno essere ricompensati dal governo italiano tramite il sequestro di navi mercantili nemiche e delle merci imbarcate. A tal proposito esiste una Commissione delle prede. Fanno eccezione le imbarcazioni di cittadini italiani nati nell'Impero.
Doni per i giovani tiratori triestini: il Commissario Imperiale è intenzionato a recarsi sull'altopiano per portare ai giovani tiratori triestini i doni raccolti in gran numero in città.
Dopo i "deplorevoli eccessi", invito all'ordine ma anche alla tolleranza: per il decoro della città di Trieste, "città gentile per eccellenza", ci si appella al buon senso dei cittadini. Alcuni di loro, dopo gli attacchi alla popolazione di origine italiana avvenuti un mese prima (subito dopo l'entrata in guerra dell'Italia al fianco dell'Intesa), applicarono ai loro negozi o abitazioni cartelli con la scritta "suddito austriaco" oppure "suddito ungherese". Si chiede di rimuovere tali scritte.

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