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sabato 11 dicembre 1915

La diplomazia in Vaticano. Smentita: Il Governo italiano smentisce l'affermazione del Papa in base alla quale i diplomatici delle potenze centrali presso la Santa Sede sarebbero stati costretti al rientro in patria, causa l'intervento dell'Italia nella guerra. Il Ministro Orlando dichiara che i diplomatici “partirono spontaneamente” nonostante avessero ricevuto assicurazioni da parte italiana sia sulla loro sicurezza che sul mantenimento dei loro diritti e privilegi.
Lavoro per le donne: La Direzione dell'esercito intende adibire le donne a lavori industriali, incrementando la presenza femminile nei cicli produttivi, in modo da aumentare la potenzialità delle fabbriche e rendere “liberi per il servizio al fronte molti uomini idonei e militarmente addestrati”. Creando nuovi giardini d'infanzia, le donne madri troveranno sollievo nella cura dei figli e potranno concorrere alla produzione industriale, così da prepararsi alla “vita economica più intensa dopo la guerra”, in quanto “molte donne industrializzate rimpiazzeranno i caduti o gl'invalidi”. Bisogna quindi consultare le Società femminili e le Consulte al riguardo perché “la donna che lavora per l'esercito è il soldato del retroterra”.
Il padrinato di guerra: A Vienna l'ex ministro Dr. Baernreither ha promosso la nascita di un'Opera pia volta a trovare padrini e madrine ai figli neonati dei soldati al fronte. L'Opera, patrocinata dall'arciduchessa Zita, chiede la messa a disposizione di una somma mensile per soccorrere le donne dei ceti meno abbienti, senza distinzione di religione o nazionalità, in procinto di divenire madri e i neonati bisognosi.

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