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mercoledì 26 maggio 1915

Edizione del mattino. Ordine del giorno dell'arciduca Federico, comandante in capo, che esorta l'esercito ad affrontare il nuovo nemico, ex alleato. “Soldati! Senza esitanza e con lieto animo attacchiamo il nuovo avversario!”
La guerra con l'Italia. Si registra la presenza di reparti nemici, soprattutto alpini, al confine con il Tirolo e la Carinzia.
Comunicato del governo germanico e austro-ungarico al Consiglio federale. Si conferma il rispetto della neutralità della Svizzera, secondo i patti stipulati all'inizio della guerra.
Invito “agli impiegati di cancelleria e servi d'ufficio dello Stato” congedati, a recarsi nel palazzo della Luogotenenza dove alcuni locali sono stati messi a loro disposizione per convegni e letture.
Avvertimento. Divieto alla cittadinanza di accedere all'altipiano carsico per questioni militari.
Germania e Italia. Da Berlino. La dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria, non ha coinvolto formalmente la Germania, che si ritiene comunque in stato di guerra.
Sette piroscafi austro-ungarici sequestrati a Genova: gli equipaggi fatti prigionieri e trasportati sulla nave da guerra “Re Umberto”.

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