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lunedì 12 novembre 1917

Di seguito i particolari del salvataggio di Sua Maestà l'Imperatore, avvenuto due giorni fa: l'Imperatore è stato a Gorizia e a Palmanova insieme al Re dei Bulgari, al Principe Felice di Parma e ai Principi Boris e Cirillo. Nel tentativo di varcare un affluente dell'Isonzo che fino a pochi giorni prima era “piuttosto in magra”, l'automobile imperiale è capitata in un tratto in cui l'acqua era più profonda e il motore ha smesso di funzionare. È giunto allora un autocarro, con la funzione di trarre in salvo l'auto imperiale, ma anche esso ha subito lo stesso guasto. Allora il cacciatore personale e la guardia del corpo dell'Imperatore sono scesi in acqua per trarre in salvo Sua Maestà, ma a quel punto la sfortuna ha messo lo zampino nella vicenda: l'argine si è sgretolato sotto ai piedi del cacciatore, facendolo finire in acqua. L'Imperatore, allora, non ha lasciato la presa al suo fedele servitore e la guardia del corpo, dal canto suo, non ha abbandonato l'Imperatore. Così i tre sono stati trascinati via dall'impetuosità del torrente che, se fino a pochi giorni prima era in magra, poi aveva subito degli ingrossamenti a causa dei violenti temporali. In quel momento è giunto il Principe Felice di Parma, il quale, non badando alla pelliccia che stava indossando, si è gettato in acqua. Assistendo alla scena, il guidatore della vettura imperiale si è lanciato a sua volta nel fiume, contribuendo alla formazione della “catena umana”. I cinque non si sono lasciati e sono stati così trascinati verso un salice, che ha dato loro sostegno. A quel punto due ufficiali sono accorsi per cercare di aiutare, ma “la prima stanga sporta verso la corrente è risultata essere troppo corta”. Così se ne è recuperata un'altra, molto più pesante e lunga, e con sforzi immani la si è portata sulla sponda del torrente. Lì, il terreno melmoso ha ceduto sotto ai piedi dei salvatori e alcuni di loro sono caduti in acqua. Infine, tutti gli sforzi sono stati utili: si è riusciti a creare una connessione tra la sponda e il sostegno cui l'Imperatore e gli altri si aggrappavano (il salice, che, nel frattempo, si stava piegando sempre di più a causa della potenza delle onde). Stabilita tale congiunzione, l'Imperatore è stato tratto in salvo per primo, nonostante egli volesse far passare davanti a sé i suoi amici. Al tramonto, tutti gli uomini si sono ritrovati sulla sponda, vivi, vegeti e ben inzuppati. L'Imperatrice ha rivolto parole di sentita riconoscenza a coloro i quali hanno messo a rischio la loro vita per salvare suo marito.

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Wiener Zeitung Il Resto del Carlino

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