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lunedì 12 luglio 1915

[Si può desumere dai primi due articoli che, parallelamente agli eventi bellici, fosse in atto una guerra di informazioni finalizzata ad influenzare la cittadinanza mettendo in cattiva luce il nemico]
Atrocità italiane: Comunicato del Quartiere di guerra della stampa in cui si denunciano atti di abusi commessi dai soldati italiani. 200 bersaglieri ciclisti sequestrarono il parroco e il sindaco di San Lorenzo del Friuli e con minacce e violenze estorsero informazioni sulle posizioni delle truppe austriache. Le due vittime, assieme ad altri 20 cittadini, vennero tradotte a Udine. Alcuni giorni dopo la cittadina venne rioccupata dagli austriaci e la popolazione unanime dichiara che gli italiani si comportarono da barbari incivili in una terra che sostengono di voler redimere.
Smentita a comunicato ufficiale italiano: una nota del Quartiere di guerra della stampa smentisce un comunicato ufficiale italiano del 7 luglio in cui si sosteneva di aver respinto, infliggendo gravi perdite, un attacco nella valle di Daone a Passo di Campo. In realtà si è trattato di un attacco a sorpresa operato dalle truppe imperiali, che provocarono al nemico gravi perdite (stimate in 50-60 morti, 120 feriti gravi e 30 leggeri, più la perdita di 45 animali da soma).
Informazioni sui prigionieri: il disbrigo dello smistamento della corrispondenza con i prigionieri di guerra è svolto unicamente e gratuitamente dall'Ufficio d'informazioni per i prigionieri di guerra. Vi sono però, agenzie dell'interno e dell'estero che, millantando relazioni particolari, offrono i loro servigi al pubblico a costi spropositati. La cittadinanza è messa in guardia contro tali agenzie incontrollabili.
Festa patriottica: una festa dal sapore patriottico si svolse nella palestra della i.r. Scuola reale dello Stato in via Pasquale Besenghi. La festa, voluta dagli allievi del corso feriale, volle affermare nel nome di Trieste l'attaccamento alla casa d'Austria. Gli allievi si esibirono alla presenza delle autorità civili e scolastiche in canti e declamarono discorsi dedicati ai combattenti e a quanti partecipano alla comune lotta.

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