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giovedì 10 giugno 1915

Il Friuli sotto il fuoco nemico: Gli italiani si preparano all'attacco nella regione dell'Isonzo. Gorizia, Gradisca e Monfalcone sono già sotto il fuoco nemico. Numerose le perdite tra gli italiani, mentre quelle austriache (come di consueto) non sono dichiarate.
“i nostri fratelli fuggono dal mostro nero della guerra…”: La guerra ha sconvolto le campagne friulane “ancor ieri ridenti e ubertose”. Nuovo accorato appello della Luogotenenza a favore dei profughi in fuga: “madri coi bimbi senza culla, coi vecchi desolati e stanchi”.
Servizio postale: La posta recapita solo lettere semplici, da impostare aperte. Si consegnano soltanto i pacchi diretti ai militari e contenenti “oggetti di armamento”, abiti e medicinali.
L'iconografia della guerra: La provvidenza di guerra vende astucci per custodire le cartoline dal fronte, un albo dei canti di guerra dal “valore patriottico e pedagogico”, un gioco a mosaico destinato ai bambini ma anche ai “malati, feriti o convalescenti negli ospedali”, una suora della Croce rossa in porcellana, un crocefisso portatile con custodia... L'iconografia del conflitto è onnipresente nella vita quotidiana.

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